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Il parco di Mogol "I giardini di Marzo", ispirato a Battisti, realizzato dall'azienda Mati

Pistoia - MATI 1909 ha realizzato i Giardini di Marzo. Mogol, autore della celebre canzone cantata da Lucio Battisti, ha voluto trasformare un brano simbolo della musica italiana in uno spazio verde. Così I Giardini di Marzo hanno preso vita all’interno del CET, la scuola di formazione musicale di Mogol a Toscolano vicino ad Avigliano Umbro. Un piccolo parco ispirato alle emozioni e alla poesia della canzone progettato dall’architetto paesaggista Consuelo Fabriani di A3 Paesaggio e realizzato da Andrea Mati, di MATI 1909.

“Sono molto soddisfatto sia del risultato sia della prontezza che c’è stata nel realizzarlo – ha dichiarato Giulio Repetti, in arte Mogol – E’ un bellissimo lavoro e ringrazio mia moglie Daniela. La natura è un elemento che mi è caro: è sempre presente nelle mie canzoni e la scuola di musica sorge in mezzo al bosco in un luogo ricco di storia”.

 

I Giardini di Marzo sorgono adiacenti alla sala Battisti della scuola di formazione musicale CET, un boschetto di ciliegi da fiore circonda e protegge un lembo di prato disegnato a forma di foglia di quercia. Questo piccolo giardino è un luogo simbolico di forza e precarietà, è l’effimero delle fioriture emozionanti dei ciliegi giapponesi e la solidità della colonna appoggiata sul prato, unico elemento immobile nel tempo. Tutto intorno un tappeto di corteccia di pino gioca, insieme al prato, un ruolo importante nella relazione dei colori. Dal fondo scuro della corteccia sorgono i ciliegi, belli e leggeri, diversi nel portamento, nel colore e tipologia delle foglie e dei fiori: i Prunus si “accendono” di rosa scurissimo in un susseguirsi di toni fino al bianco candido.  Ai limiti della siepe, due unici meli da fiore hanno una storia speciale. Donati a Mogol e a sua moglie Daniela dall’Associazione Patriarchi della Natura, sono i gemelli, riprodotti da talea, di un Malus floribunda ed un Malus “Red Siberian” entrambi esemplari ultra centenari censiti in Emilia Romagna. Rappresentano la storia e la tradizione, un patrimonio genetico vegetale che esige di essere conservato e divulgato.

 

“Per MATI 1909 è stato un onore collaborare alla realizzazione di questo progetto – dice Andrea Mati – Al di là dell’amicizia che mi lega personalmente a Mogol, legare il nostro nome a quest’opera è motivo di orgoglio e soddisfazione. Giulio, sua moglie Daniela ed io, abbiamo tante passioni in comune, dalla musica, all’arte, alla sensibilità verso persone svantaggiate”.

La Scheda