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Una ragazza in cima: un libro e un laboratorio per bambini alla biblioteca San Giorgio

Giovedì 15 marzo - ore 17 -  Pistoia - “Una ragazza in cima”: presentazione di un libro e un laboratorio per bambini alla biblioteca San Giorgio - Giovedì 15  marzo alle 17 nello spazio della biblioteca dei ragazzi. L’attività è per bambini dal 7 anni in avanti.

 

Giovedì 15 marzo alle 17, nello spazio della biblioteca dei ragazzi, la biblioteca San Giorgio ospiterà la presentazione del libro “Una ragazza in cima” di Francesca Brunetti (Sinnos, 2017). La presentazione sarà seguita da un laboratorio di ritaglio e costruzione degli abiti della scalatrice con Silvia Vanni e Letizia Villatora. L’attività è adatta per bambini a partire da 7 anni. E' consigliata la prenotazione: 0573-371790

 

La casa editrice Sinnos, dopo i volumi “Nina e i diritti delle donne” e “Cattive ragazze: 15 storie di donne audaci e creative”, affronta con questa biografia e il successivo volume “Contro corrente”, dedicato a Gertrude Ederle, la prima donna ad attraversare a nuoto la Manica nel 1926, la storia di alcune ragazze sportive che sfidarono le regole del loro tempo per affrontare prove coraggiose.

 

 

 

Un  racconto su una figura femminile che, in anni impensabili, credette nei propri sogni e nella forza di volontà riuscendo a compiere un'impresa incredibile: la scalata del Monte Bianco. "Una ragazza in cima", di Francesca Brunetti, narra la storia vera di Henriette D'Angeville che a 44 anni scalò il Monte Bianco e se la cavò fra i ghiacci e le temperature polari, mentre tutti sostenevamo che le spedizioni ad alta quota e l'alpinismo non erano cose per donne.

 

In cima alle Alpi la contessina, la "fidanzata del Bianco", giunse nel settembre del 1838, seconda donna a compiere l'impresa (trent'anni prima Marie Paradis, giovane cameriera di Chamonix, fu portata in cima di peso).

 

La passione per la montagna di Henriette e il suo costante contatto con la natura, assieme ad uno spirito anticonformista, avevano incoraggiato da sempre il sogno della scalata che fu organizzata nei mini particolari e preparata con cura.

 

Il volume è  un omaggio al coraggio, alla forza e alla determinatezza di una donna che dovette superare non pochi ostacoli. E i più difficili non furono certamente quelli fisici della scalata se, dopo la sua impresa,  il "Fédéral", quotidiano di Ginevra, scrisse: "Il nostro orgoglioso Monte Bianco deve sentirsi umiliato come non mai. Martedì 4 settembre, alla una e 25 minuti, ha visto la sua cima calpestata da un piede femminile".

 

 

 

 

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