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Watermelon Slim dal vivo al Megik Ozne questo giovedì

Giovedì 12 luglio dalle ore 22:30 alle ore 00:30 - Pistoia Bill Homans, meglio conosciuto nel mondo con lo pseudonimo di Watermelon Slim, sin dagli anni settanta propone il suo blues esprimendo un suo particolare modo di suonare il dobro con la slide. Il suo stile musicale affonda, infatti, le radici nel blues suonato nel Delta del Mississippi, esaltandone l’espressività con la sua notevole tecnica e il suo tocco personale. Esecutore poliedrico e polistrumentale (suona magistralmente l’armonica e più raramente la chitarra elettrica) si è esibito negli anni con musicisti blues di notevole spessore artistico, come John Lee Hooker, Robert Cray, Champion Jack Dupree, Bonnie Raitt, "Country" Joe McDonald, e Henry Vestine dei Canned Heat.
Nasce a Boston, e presto si trasferisce in North Carolina; veterano della guerra in Vietnam, dove si arruola volontariamente in seguito alla scelta di abbandonare gli studi universitari presso il Middlebury College, inizia a realizzare le fondamenta del suo percorso artistico-musicale costruendo, in maniera artigianale e creativa, la sua prima chitarra utilizzando di legno, dal valore di 5 dollari, parte di una scatola di caffè arrugginita e uno Zippo come slide. L’occasione è un ricovero forzato di lunghi mesi in ospedale dovuto ad una ferita alla gamba, che lo costringe a riflettere sulle origini ma soprattutto sulle conseguenze deleterie di una guerra in cui non crede più e che lo portano ad una profonda trasformazione personale e interiore che lo vedrà ritornare a casa come devoto attivista anti guerra , ruolo per il quale viene politicamente riconosciuto e rispettato. Il suo primo lavoro sulla scena musicale del blues inizia nel 1973 con lp “Merry Airbrakes”, un condensato delle sue riflessioni pacifiste ma soprattutto un manifesto antiguerra con il suo ciclo di canzoni di denuncia caratterizzato dal suo tipico stile folk e “down-home”.
Coerente con il suo stile musicale degli anni e lo stile di vita adottato, Slim si dedica a qualsiasi lavoro gli venga proposto e gli consenta di sostenere economicamente la propria famiglia, dall’autista al falegname, all’agente di recupero crediti a Boston. Ed è qui si ritrova a a suonare nelle adunate pacifiste, nelle occupazioni e manifestazioni che si organizzano in quegli anni in varie città d’america, al fianco spesso di artiste socialmente impegnate in quegli anni a favore della stessa causa, fra cui la splendida Bonnie Raitt. Nel suo vagabondare di quegli anni, in stile homeless, si ritroverà anche a lavorare in una coltivazione di meloni in Oklahoma, attività che gli farà guadagnare il suo famoso e particolare nome d’arte con il quale è riconosciuto dalla massa di appassionati di blues (Watermelon). La vita da vagabondo non interferisce con la sua preparazione intellettuale: Slim riesce a conseguire in questi anni di vita frenetica ben due lauree in storia e giornalismo, proponendosi anche come persona di grande spessore culturale, diventando anche membro di Mensa, un’associazione internazionale riservata alle sole persone che abbiano raggiunto o superato il 98 % del QI. 
Il blues in questi anni è sempre al centro dell’attenzione di Slim e tutta la propria esperienza di vita vissuta tra lavori onesti, espedienti ed attività poco legali, si riflette nelle sue canzoni che esprimono tutta la complessità e la ricchezza di una vita vissuta sempre in corsa e mai banale otre alle mille sfaccettature della sua complessa personalità.
Un ulteriore passaggio importante nella vita di Slim che segna uno spartiacque fondamentale tra un prima e un dopo, avviene nel 2002 anno in cui viene colpito da un attacco di cuore che, mettendolo di fronte alla prospettiva della perdita della propria vita, lo pone di fronte ad una ulteriore, nuova prospettiva di vita, ambiziosa quanto lo era stata la prima, ma piena di una nuova e diversa consapevolezza legata al valore supremo della vita. La vocazione alla vita vissuta intensamente e alla verità della politica sociale sono ampiamente sintetizzate nelle sue sue numerose recensioni e produzioni musicali Guitar One, HARP, Blues Revue, Toronto Star, Chicago Sun-Times, NPR, House of Blues Radio Hour, BBC's World Service Programme, XM Satellite Radio…solo per citarne alcune,produzioni che sono perfettamente in linea con la propria espressione personale e artistica nonché con la sua grande vocazione. Numerosi e prestigiosi i riconoscimenti per la sua attività musicale: nel 2005, è stato insignito per il prestigioso premio W.C. Handy Award for "Best New Artist Debut"; nel dicembre del 2006 l’artista riceve in un solo lavoro ben 6 nominations come Artista, Entertainer, Album, Band, Song, e Traditional Album of the Year ai Blues Music Award del 2007. Solo artisti del calibro di B.B. King, Buddy Guy e Robert Cray, fino a quel momento, erano riusciti a conquistarne così tante. Il lavoro “Watermelon Slim and the Workers” viene classificato al primo posto del Mojo Magazine - 2006 Top Blues CDs, vince il premio 2006 Independent Music Award come Blues Album of the Year, è al primo posto nella classifica della Living Blues Radio, esordisce al 13° posto nella Billboard Blues Radio Chart in testa sia a Robert Cray che a North Mississippi Allstars, e vince il premio the Blues Critic Award del 2006 come Album of the Year. Nell’aprile del 2007 arriva The Wheel Man, il secondo album per Northern Blues Music e il quarto album in 5 anni, questo lavoro, ben presto, diventa il numero 1 nelle Living Blues Radio Charts, occupa il secondo posto nella Roots Music Blues Charts e, debutta nei Top 10 del Billboard's Blues charts.
Il resto è storia contemporanea ancora tutta da scrivere.

“Ora ogni cosa che faccio è fatta con un intenso piacere. Ho vissuto una vita piena di avvenimenti tanto che un’altra persona avrebbe avuto bisogno di ben due vite per realizzarli. Ho avuto una buona educazione, ho vissuto in tre continenti e ho suonato con numerosi immortali musicisti blues. Ho partecipato alla guerra, ho visto un tragico destino e ho avuto un tragico destino. Se il mio viaggio dovesse finire domani, me ne andrò con la considerazione di aver vissuto al massimo.”

La Scheda